Cosa resta dopo essere guariti dal disturbo da attacchi di panico?

La resistenza che opponi all’ansia può essere molto profonda. Ci sono anche un serie di miti circa l’ansia che devono essere sfatati perché creano uno strascico che rallenta il tuo recupero. Nei prossimi capitoli ti insegnerò cosa ti occorre per mollare e lasciare andare così da poterti muovere più velocemente.

Troverai la filosofia della terapia cognitivo-comportamentale intessuta in questi articoli. Alcune idee verranno ripetute, ma questo è necessario, poichè a volte devi prendere in considerazione un concetto da molti punti di vista differenti prima di interiorizzarlo.

Alla fine, ti sentirai molto più a tuo agio col tuo disagio ansioso. Un senso di miglioramento tornerà, e con esso una speranza rinnovata e un ottimismo che possono davvero mettere fine al tuo problema con l’ansia una volta per tutte.

Ti auguro questo. Sei molto vicino al sentirti tanto meglio. Spingiti avanti. Smetti di pensare di non essere normale solo perchè soffri di attacchi di panico.

L’ansia non è una malattia mentale. Il tuo cervello non è rotto. Non impazzirai. Non lo dico solo per farti sentire meglio; lo dico perché è vero. La cosa peggiore dell’ansia non è come ti senti fisicamente, ma piuttosto il modo subdolo col quale ti fa pensare di essere anormale. Sentirti anormale è una delle esperienze più comuni dell’ansia. Dopo aver vissuto un’ansia elevata e avere avuto livelli alti di ormone dello stress per qualche mese, quasi tutti cominciano a dubitare della loro sanità mentale.

Scommetto che prima o poi ti sei sentito come se fossi la sola persona al mondo a sentirti così.

“Nessuno che io conosco ha questo tipo di pensieri e sensazioni bizzare, quindi devo essere pazzo, giusto?”

I passi da mettere in atto per fermare un attacco di panico

Non ti agitare se l’ansia continua a intromettersi. Lo farà, è inevitabile. Quindi mentre lo fa, continua a spostare la tua attenzione gentilmente su quello in cui eri impegnato e continua con la piena consapevolezza che stai agendo nel modo corretto e che il tuo nuovo approccio sta in realtà guarendo l’ansia in secondo piano mentre tu resti impegnato in altre attività.

Per esempio, immagina di essere seduto al lavoro e improvvisamente senti un’ondata d’ansia che potrebbe indurti ad un attacco di panico. Magari il tuo cuore salterà un battito o la tua mente si riempirà di pensieri ansiosi.

  1. Immediatamente reagisci disinnescandola con un atteggiamento giocoso dicendoti “Che importa”.
  2. Poi procedi a permettere all’ansia residua che stai sentendo di essere completamente presente. Mettiti a tuo agio col disagio ansioso. “Io accetto e consento a questo senso di ansia di essere”.
  3. Ora corri incontro ai sentimenti ansiosi dicendoti che in realtà sei eccitato da loro. “Sono entusiasta di questo sentimento”.
  4. Infine, sposta la tua attenzione di nuovo a quello che stavi facendo. In questo caso, ti impegni nel lavoro che hai di fronte senza sentire il bisogno di fare “check in” tutto il tempo, perché sai che stai facendo la cosa giusta per curare la tua ansia.

Ti prego di tenere in considerazione che c’è una sottile ma fondamentale differenza tra impegno e distrazione.

Impegnarti in una attività non è una forma di distrazione. Non stai cercando di distrarti dall’ansia; ti stai immergendo di nuovo nella vita. Stai permettendo all’ansia di essere presente, ma allo stesso tempo non smetterai di vivere la tua vita.

Per evitare un attacco di panico è utile imparare ad accettare l’arrivo dell’ansia

Prima di cominciare, voglio che tu ti prenda un momento per immaginare come sarà la tua vita senza il problema dell’ansia. Che significato avrà questo per te? Magari vorrà dire condividere più esperienze divertenti con gli amici e la famiglia. Magari significherà viaggiare verso un paese nuovo o fare visita ad amici lontani. Magari vorrà semplicemente dire essere in grado di compiere azioni quotidiane come guidare, fare acquisti, e muoversi senza il senso di oppressione costante che deriva dall’ansia. Qualsiasi cosa sia, voglio che pensi a che aspetto avrà questo per te.

Tu stesso sei la cura!
Non amo dividere l’ansia in sottocategorie etichettate individualmente e nemmeno chiamarla un “disturbo”. Ho accennato a questi nomi qua sopra così da chiarire che ciò di cui sto parlando è quello che hai sentito. Le etichette sono utili solo per definire un’esperienza che una persona sta facendo in un determinato momento della sua vita. Non dovrebbero essere intese come qualcosa che definisce la personalità di una persona o come qualcosa che possiederanno per sempre.
Le persone tendono ad identificarsi con l’etichetta clinica una volta che la ricevono dal loro dottore o da uno psicoterapeuta. Tuttavia un disturbo d’ansia è semplicemente una vicenda che una persona supera, proprio come un periodo di lutto o di tristezza. Affibbieremmo a una persona col cuore spezzato un’etichetta di dolore per la vita? No, eppure le persone che attraversano un periodo di ansia a volte finiscono per credere che questa diagnosi, questa etichetta, è ora una parte di chi sono.

Se hai imparato a rispondere all’ansia nel modo giusto evitando le cause che scatenano un attacco di panico, è cruciale che tu continui lasciando andare qualsiasi resistenza così che l’ansia residua che è ancora presente possa dissolversi ancora più velocemente. Questo lo fai accettando l’ansia che senti e permettendole di manifestarsi in qualsiasi modo desideri.

Vedi, la paura e l’ansia possono subentrare così improvvisamente che la reazione di quasi tutti ad esse è la stessa. Opponiamo resistenza. È la natura umana che vuole evitare un’esperienza dolorosa come l’ansia. Preferiremmo scapparne via o cercare di chiuderla fuori. Sfortunatamente, nessuno ci ha mai detto che questa è la reazione sbagliata da avere. È la risposta sbagliata perchè quando combattiamo l’ansia, quello sforzo ci intrappola con la stessa forza che impieghiamo per combattere. Quando cerchiamo di scappare, ci rincorre con la stessa velocità alla quale corriamo.

Sarai sempre bloccato in uno stato di paura se cercherai sempre di mantenertene a distanza.

Attacchi di panico: cosa sono e perchè fanno così paura?

Quando siamo in preda ad un attacco di panico vorremmo fuggire, il problema è che a differenza dei nostri antenati, raramente c’è un pericolo imminente e tangibile dal quale fuggire. Percepiamo questa sensazione di pericolo imminente ed impellente, vorremmo scappare, ma alla fine ci troviamo in una situazione di malessere che si riassume nella sensazione di voler scappare da noi stessi.

Gli attacchi di panico provocano sensazioni fisiche molto intense e pensieri spesso irrazionali, incontrollabili, poco lucidi e molto poco rassicuranti. Un elevato livello di stress porta la nostra mente ad essere particolarmente vigile ed all’erta.

Quando ci troviamo in questa situazione capita che una situazione di disagio normalmente gestibile (un autobus colmo, una metropolitana ferma per qualche minuto, un black-out improvviso mentre siamo in ascensore, etc) in un esperienza angosciante.

Spesso siamo noi stessi a portare il nostro livello di stress oltre il punto di non ritorno, nel quale difficilmente, a quello stadio, possiamo evitare il panico.

Si consideri che lo stress genera ansia, e che la paura dei sintomi dell’ansia generano ulteiore stress. Questo circolo vizioso non fa altro che aumentare il livello di adrenalina nel sangue.

Come molti sanno l’adrenalina è quell’ormone che ci permette di rispondere in maniera istintiva, rapida ed energica a situazioni di grave pericolo. Se tuttavia queste caratteristiche le utilizziamo per autosuggestionarci ovvero pensare che una metropolitana ferma sia fonte di pericolo ecco che mentalmente scatterà il meccanismo “sono in trappola, devo andarmene subito”.

Questa ansia crescente, non potendo trovare sfogo non farà altro che generare altra ansia e paura, fino al panico incontrollato.

Per evitare di incorrere in un attacco di panico è bene capire che non ci si trova (a meno che non lo si è davvero!) in una situazione di grave pericolo.

Per aiutarti ad eliminare gli attacchi di panico uno psicoterapeuta specializzato in terapia cognitivo comportamentale è il professionista più adatto al momento.